venerdì 23 gennaio 2015

Psiche. 3 - Il Magister

Dottore io sto bene non comprendo come possa ritrovarmi in questo antro.
Non mi serve il suo aiuto, in fondo cosa ho fatto di male?
Questa è ormai la mia "passione", come Cristo fu piegato dalla sua.

Comprendo quasi immediatamente la necessità di aiuto che si nasconde nell'animo umano, percepisco il malessere e lo faccio mio.

Talvolta la passione mi coglie, è normale, quando ti fai peso del giogo altrui le proprie barriere si indeboliscono e la connessione che viene a crearsi facilita l'infatuazione.
Allora l'anima di questi "esseri" si affida alle mie "cure", ed io per mano le guido verso la conoscenza, evitando di imporre concetti, ma suggerendo le giuste domande da porsi.
E poi, quando imparano a camminare, vengo gettato come una stampella logora, in attesa di sentirsi nuovamente indispensabile.

Ogni mattina, al risveglio, guardavo la scogliera pensando se saltare giù o affrontare la giornata.
Ogni notte dormivo sul dirupo, sperando di rotolare oltre il bordo.
E poi ho smesso di guardare e la notte di sperare.
Ogni giorno ho iniziato a vivere.


Che sia lei il cuscino pronto ad assorbire le mie lacrime e cullarmi nel riposo?
Dottore mi assicuri che non si tratta di uno scherzo, di un appoggio che viene a mancare quando il sentimento scalfisce un cuore ormai quasi pietrificato.